Molti pazienti arrivano alla prima visita gnatologica dopo mesi in cui un clic alla mascella è stato considerato normale, o in cui cefalee mattutine ricorrenti sono state attribuite allo stress. La disfunzione dell’articolazione temporomandibolare è una delle condizioni più sottostimate in ambito odontoiatrico, proprio perché i suoi sintomi si sovrappongono a quelli di altri disturbi.
Sommario
- Cos’è la disfunzione ATM
- I sintomi più frequenti
- Le cause principali
- I limiti di un approccio sintomatico
- Come si diagnostica
- L’esperienza clinica dello Studio Solimei
- Domande frequenti sulla disfunzione ATM
- Quando rivolgersi a uno specialista a Genova
Cos’è la disfunzione ATM
L’articolazione temporomandibolare è il punto di connessione tra la mandibola e il cranio. Ce ne sono due, una per lato, e lavorano sempre in sincronia. Con il termine disfunzione temporomandibolare (DTM) si intende un insieme di condizioni che coinvolgono questa articolazione, i muscoli masticatori e le strutture adiacenti. Non è una singola malattia: è un quadro clinico che può manifestarsi in modi molto diversi da paziente a paziente.
I sintomi più frequenti
Il sintomo più comune e riconoscibile è il clic durante l’apertura o la chiusura della bocca. Non è sempre doloroso, ma indica che qualcosa nel movimento articolare non è regolare. Altri sintomi includono:
- dolore localizzato davanti all’orecchio
- tensione nei muscoli della mascella al mattino
- cefalee ricorrenti al risveglio
- difficoltà ad aprire completamente la bocca
- sensazione che i denti non si incontrino nel modo giusto
Più raramente la disfunzione ATM si manifesta con acufeni (ronzii alle orecchie) o con dolori riferiti al collo e alle spalle. La correlazione non è sempre immediata, ed è per questo che una valutazione specialistica è necessaria prima di qualsiasi conclusione diagnostica.
Le cause principali
Le cause di una disfunzione ATM sono raramente singole. Nella maggior parte dei casi si tratta di una combinazione di fattori: problemi occlusali (denti che non si chiudono correttamente), bruxismo (serramento o digrignamento dei denti, spesso notturno), traumi diretti alla mandibola, postura scorretta, stress cronico che porta a contrazione involontaria dei muscoli masticatori.
La valutazione deve distinguere tra causa strutturale, causa funzionale e componente posturale. Queste dimensioni spesso si sovrappongono e richiedono una lettura clinica integrata.
I limiti di un approccio sintomatico
Trattare i sintomi della disfunzione ATM senza una diagnosi gnatologica precisa porta spesso a percorsi terapeutici inefficaci. Chi assume analgesici per la cefalea mattutina, chi segue fisioterapia cervicale senza risultati stabili, chi usa un bite acquistato senza prescrizione: tutte queste situazioni hanno in comune l’assenza di una valutazione del sistema masticatorio nella sua interezza.
Intervenire sulla causa, non solo sul sintomo, è il punto di partenza di qualsiasi percorso gnatologico serio.
Come si diagnostica
La diagnosi parte da un’anamnesi accurata: quando sono comparsi i sintomi, in quali circostanze, se ci sono stati traumi recenti o periodi di stress intenso. Segue l’esame clinico, che valuta l’apertura della bocca, la presenza di rumori articolari, la simmetria dei movimenti mandibolari e lo stato dei muscoli masticatori attraverso la palpazione.
La diagnosi strumentale
In alcuni casi sono necessari approfondimenti strumentali. La risonanza magnetica dell’ATM permette di valutare lo stato del disco articolare e delle strutture molli. La tomografia computerizzata è indicata quando si sospettano alterazioni delle strutture ossee. La scelta dello strumento diagnostico dipende dal quadro clinico emerso durante la visita.
L’esperienza clinica dello Studio Solimei
Il Dott. Gian Elidio Solimei ha maturato una significativa esperienza nella valutazione delle disfunzioni temporomandibolari nel contesto sportivo, lavorando con atleti della UC Sampdoria dal 1988. Il background in kinesiologia applicata e posturologia contribuisce a una lettura del quadro clinico che considera il sistema masticatorio in relazione alla postura globale dell’atleta.
Domande frequenti sulla disfunzione ATM
Il clic alla mandibola è sempre un segnale di disfunzione ATM? [H3] Non necessariamente. Un clic occasionale, non doloroso e non progressivo può non richiedere trattamento. Quando il clic è persistente, si associa a dolore o limita l’apertura della bocca, una valutazione gnatologica è indicata.
La disfunzione ATM si risolve da sola?
In alcuni casi i sintomi si attenuano spontaneamente, specialmente se legati a un periodo di stress acuto. Quando invece la disfunzione ha una componente strutturale o occlusale, tende a persistere o a peggiorare progressivamente senza una valutazione specifica.
Disfunzione ATM e mal di testa: c’è un collegamento?
Sì, documentato. Le cefalee di origine muscolo-tensiva, in particolare quelle che compaiono al mattino al risveglio, sono spesso associate a disfunzione ATM e bruxismo. La valutazione gnatologica permette di stabilire se esiste un nesso causale nel singolo paziente.
Prenota una visita per la disfunzione ATM a Genova
Se uno o più dei sintomi descritti sono presenti da almeno due o tre settimane, una valutazione gnatologica è indicata. Allo Studio Solimei di Genova la prima visita dura circa 45-60 minuti e include esame clinico completo e anamnesi. Contattaci al 010 814285 o su WhatsApp al +39 388 198 2229.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun caso la valutazione del medico odontoiatra. Ogni percorso terapeutico viene definito esclusivamente a seguito di visita specialistica individuale.




